Scrittura, Maggio 2024.

Rincorrere un equilibrio che non arriva mai e che logora il corpo in una performance infinita. Una quartina dai versi liberi confluisce nel codice contemporaneo della didascalia poetica, evocando un’immagine insieme drammatica e bucolica. É la narrazione di una figura che si ferisce correndo in un paesaggio rurale. Il verbo al futuro e il 4 ever tracciano un ciclo continuo che ha l’obbiettivo di farsi memoria di un dolore. Tuttavia, il mese di maggio appare come figura liminale, al confine tra due stati diversi, tra inverno ed estate, alba e crepuscolo. E’ simultaneamente la blue hour e la golden hour, l’intermezzo dove l’hurt non si risolve ma si accoglie. L’uso di steli d’erba per la scrittura introduce il materiale biologico, anonimo e quotidiano per eccellenza, che proprio in quanto tale, diventa indice di potenzialità. É il teatro della persistenza, di una tensione continua tra il desiderio di guarigione e l’impossibilità di raggiungerlo in via definitiva.