OMG (2023) Documentary/Video Installation 15’
Omg (Organismi modificati geneticamente) nasce dall’esperienza di Cortile e ne sviluppa la ricerca in modo fluido e organico. Il metodo creativo scelto evita deliberatamente una fase di scrittura tradizionale, concentrandosi invece sulla raccolta di grandi quantità di materiale audiovisivo, che viene visionato e montato quotidianamente. Questo approccio ha rivelato, in Cortile, un elemento fondamentale: il linguaggio sociale degli adolescenti protagonisti è profondamente influenzato dall’uso dei dispositivi mobili e dalle estetiche digitali che ne derivano.
Da qui, Omg reimmagina un piccolo paese di campagna dove un gruppo di adolescenti è connesso da un trend virale. Un jingle martellante risuona nelle piazze, nelle strade e nei campi, simbolo di un’ossessione collettiva che diventa parte del paesaggio sonoro.
Il cuore di Omg è la riflessione sulla condizione adolescenziale contemporanea, caratterizzata da un’identità frammentata, oscillante tra l’essere e il performarsi. In questa confusione di identità, anche il linguaggio cinematografico si intreccia con quello digitale: i confini tra realtà e rappresentazione diventano sfumati. Le regole del cinema si mescolano con quelle dei social, cercando un nuovo modo di raccontare.
En
Omg (Genetically Modified Organisms) stems from the experience of Cortile and develops its research in a fluid and organic manner. The chosen creative method deliberately avoids a traditional writing phase, focusing instead on the collection of large amounts of audiovisual material, which is reviewed and edited on a daily basis. This approach revealed, in Cortile, a fundamental element: the social language of the adolescent protagonists is profoundly shaped by the use of mobile devices and the digital aesthetics derived from them. Thus, Omg reimagines a small rural town where a group of teenagers are connected by a viral trend. A pounding jingle echoes through the squares, streets, and fields, symbolising a collective obsession that becomes an integral part of the soundscape. At the heart of Omg lies a reflection on the contemporary adolescent condition, marked by a fragmented identity oscillating between being and performing. In this confusion of identities, the language of cinema intertwines with the digital lexicon: the boundaries between reality and representation blur. The conventions of cinema merge with those of social media, searching for a new narrative form.
